categoria:fringe, the woman who cooked her husband


Kenneth è un marito, l’esponente più esposto del contemporaneo sesso debole. Quello che è oggi, qui, adesso il vero sesso debole.
Debole perché non sa decidere tra una moglie che cucina come un gourmet e un’altra moglie che realizza il suo sogno erotico. E allora Ken tradisce la moglie massaia con un’amante bomba-sexy la quale, stufa di essere amante, decide di diventare moglie bomba sexy, che Kenneth tradisce allora con l’amante massaia.
Debole nei loro confronti perché non ha il potere di scegliere chi delle due donne è sua moglie. Debole nella pietosità del fatto che l’unica cosa che può scegliere è che l’altra sia la sua amante. Debole rispetto a se stesso, perché non riesce a rinunciare all’altra come amante.
Debole perché nel cercare di districarsi dalle corde che usa per manovrare i suoi due burattini, quelle stesse corde si annodano in una rete che lo intrappolano come un pesce allevato nell’acquario domestico. Ma lungi dall’essere un animale domestico si rivela alla fine un animale in cattività: allevato e cresciuto per essere mangiato. Perché le due donne hanno una cosa in comune, e non c’è evoluzione che tenga.
Non stiamo parlando di persone. Raccontiamo di due donne con una funzione che le fa sentire realizzate e di un uomo con due bisogni da soddisfare. Stiamo insomma parlando di relazioni sentimentali. Di amore.
The Woman Whoo Cooked Her Husband è una dark comedy asciutta, essenziale, diretta, vera. Personaggi dai pochi tratti, dalle assenti sfumature, che nella loro breve esistenza casalinga perseguono essenzialmente il loro scopo. Non hanno una vita fuori, probabilmente non esistono fuori da quella porta. Tutto quello che c’è oltre la porta di casa, in quella città, che sia una deserta periferia, un’anonima metropoli o una molle cittadina, deve essere ancora più anonimo e insapore di questa loro esistenza se decidono che questo accanimento verso le proprie vite sia la miglior scelta.
Uno dei più impietosi ritratti del sacro vincolo del matrimonio. Tratto da una storia vera, che se non è la vostra è quella del vostro vicino.

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